IUS ET SALUS - Rivista di diritto sanitario e farmaceutico

Spesa sanitaria

La creazione della rete delle Breast Unit si fonda sulla diminuzione del numero di strutture che possano operare nel settore della cura del tumore al seno, poiché, la creazione di centri di alta specializzazione che garantiscano la presa in carico integrata della paziente (multidisciplinarietà), consente una migliore tutela del diritto alla salute delle pazienti stesse.



È rilevante e non manifestamente infondata con riferimento agli artt. degli artt. 3, 41 e 117, commi 1, 2, 3 della Cost. la questione di legittimità costituzionale dell’art. 9 della l. regionale Lazio 28 dicembre 2018, n. 13 nella parte in cui prevede che “[…] il personale sanitario dedicato ai servizi alla persona, necessario a soddisfare gli standard organizzativi, dovrà avere con la struttura in un rapporto di lavoro di dipendenza regolato dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) […]”.



Nonostante la letteratura scientifica a questo proposito non sia ancora altamente esaustiva, vista l’immediatezza della pandemia, concorda che una giusta alimentazione, integrata, se necessario con determinati nutrienti abbinata a corretti stili di vita, risulti determinante per la sconfitta del Coronavirus.



La Corte costituzionale puntualizza i criteri di riparto delle competenze legislative in materia di tutela della salute fra i livelli territoriali di governo, con particolare riferimento alla disciplina di reclutamento del personale dipendente delle aziende sanitarie ed ospedaliere, riaffermando i limiti che le regioni non possono valicare pena lo sconfinamento nella sfera di attribuzioni statali.



Il contributo prende le mosse dalla recente relazione della Corte dei conti - sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato n. 4/2020/G, rubricata “La mobilità sanitaria: l’assistenza transfrontaliera” per fare il punto su una disciplina nazionale che si raccorda strettamente con le fonti del diritto europeo e con le pronunce della Corte di Giustizia in modo particolare. Evidenziando gli intrecci e le interrelazioni sistematiche fra il quadro normativo, le dimensioni del fenomeno e i profili finanziari e contabili, l’autore si sofferma nelle sue conclusioni sul livello delle garanzie assicurate al diritto alla salute del cittadino europeo in un contesto ricco di sfaccettature e peculiarità.



Il Consiglio di Stato ribadisce la legittimità della clausola di salvaguardia apposta nei contratti che gli operatori privati accreditati stipulano con le Regioni, in piano di rientro e non, per la erogazione di prestazioni sanitarie. Tale clausola è preordinata alla duplice scopo di garantire il necessario contenimento della spesa sanitaria e di evitare che il rispetto dei vincoli finanziari, attuato con la sottoscrizione di accordi contrattuali compatibili con le risorse regionali disponibili, possa essere esposto ad iniziative in sede giurisdizionale in grado di compromettere o porre in pericolo gli obiettivi perseguiti dalla Regione.



La pretesa al rimborso delle spese per le cure sostenute all’estero dev’essere fatta valere dinanzi al Giudice amministrativo, poiché in questi casi l’Autorità competente esercita un potere che, seppur vincolato, è volto a verificare il ricorrere di alcune specifiche condizioni prese in considerazione dalla legge a tutela dell’interesse pubblico al corretto utilizzo delle risorse e al buon andamento dell’amministrazione sanitaria.



Il rinvio pregiudiziale C-243/19 Veselības ministrija della Corte di giustizia consente di osservare lo status quo del sistema di assistenza sanitaria transfrontaliera, nel tentativo di trovare un punto di equilibrio tra il diritto fondamentale alla tutela della salute, il principio di sviluppo sostenibile, il divieto di discriminazioni, e l’effettività delle libertà di circolazione. La crisi sanitaria, riformulando il ruolo dell’Unione nelle politiche sanitarie può fornire l’occasione per implementare anche l’assistenza ai pazienti tra i diversi Stati membri in modo condiviso, seppur nei limiti imposti dalla necessità di controllo della spesa sanitaria a livello nazionale.



Sulla base di intese tra lo Stato e le Regioni, è stato istituito un sistema di accreditamento quanto più possibile uniforme a livello nazionale. In tale contesto si colloca l’istituzione degli Organismi Tecnicamente Accreditanti (OTA), i quali contribuiscono a garantire l’ottimale e uniforme funzionamento del sistema di accreditamento.



In un contesto in cui l’erogazione dei LEA condiziona i criteri di finanziamento e di scelta delle priorità, assume rilievo decisivo non già la distinzione tra contabilità aziendale e contabilità finanziaria quanto, piuttosto, l’attinenza della normativa all’organizzazione e al finanziamento del sistema sanitario, in relazione ai quali deve essere strutturata un’appropriata contabilità analitica, atta a misurare, con riguardo ai beni durevoli e di investimento, i costi fissi dello specifico servizio sanitario regionale in cui vengono impiegati.



Deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’art. 77 Cost., l’art. 25-septies del d.l. 23 ottobre 2018 n. 119 che ha disposto la incompatibilità del conferimento e del mantenimento dell’incarico di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del disavanzo sanitario rispetto all’espletamento di incarichi istituzionali presso la Regione soggetta a commissariamento.



La valutazione del fabbisogno assistenziale preordinata al rilascio di un’autorizzazione all’apertura di un centro di medicina dello sport di secondo livello forma oggetto di un potere discrezionale che non può risolversi di fatto in un illegittimo blocco, a tempo indeterminato, dell’accesso di nuovi operatori sul mercato.



L’azienda sanitaria non ha il potere di fissare il tetto di spesa delle prestazioni sanitarie, trattandosi di un provvedimento di stretta competenza dell’Amministrazione regionale. Non si estendono automaticamente gli effetti della determinazione provvisoria, adottata dall’azienda sanitaria nelle more dell’emanazione di un nuovo provvedimento regionale, che fissa il tetto di spesa per l’anno finanziario in corso sulla base del budget stabilito con decreto assessoriale per l’anno precedente.



È legittima la determina a contrarre relativa a una gara “ponte” volta a reperire materiale protesico per un fabbisogno strettamente necessario, nelle more della gara regionale in corso di esecuzione.



La sentenza del Consiglio di Stato ripercorre il fondamento della nozione di “abuso di posizione dominante” nel mercato dei prodotti farmaceutici affermando, in particolare, che non osta all’intervento dell’Autorità antitrust il fatto che il mercato in questione sia regolato, poiché possono verificarsi condotte volte a strumentalizzare gli strumenti di regolazione.



La nota affronta il delicato tema della determinazione in sede istruttoria del fabbisogno assistenziale evidenziandone le molteplici interrelazioni con il nodo della quantificazione delle risorse finanziarie nell’ambito dei sistemi regionali di programmazione ed erogazione delle prestazioni sanitarie.



Rinegoziazione del prezzo del farmaco di fascia “A” a seguito dell’estensione delle indicazioni terapeutiche: non riconoscibile l’aumento di prezzo basato solo sul confronto con i prezzi di medicinali simili in Europa senza un aumento dei costi.



Gli interessi sanitari sono garantiti attraverso standard quantitativi e qualitativi. La tipologia di rapporto di lavoro è invece prevalentemente legata al diverso tema della salvaguardia della stabilità occupazionale nel settore sanitario privato.



La sostituzione nell’incarico di dirigente medico del SSN non si configura come svolgimento di mansioni superiori e quindi al sostituto non spetta il trattamento accessorio del sostituito.



I tetti di spesa sanitaria indicano i volumi massimi invalicabili di prestazioni remunerabili dal SSR e sono stabiliti dall’Amministrazione regionale con atti autoritativi e vincolanti di programmazione aventi natura discrezionale.



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