IUS ET SALUS - Rivista di diritto sanitario e farmaceutico

Personale del SSN

Imporre l’obbligo vaccinale ai sanitari risponde al primario interesse pubblico della tutela della salute collettiva, a fronte del quale la posizione del privato recede. Esso garantisce la continuità delle prestazioni professionali e, quindi, l’efficienza del servizio. L’equiparazione dei vaccini a “farmaci sperimentali” è frutto di un’interpretazione forzata e ideologicamente condizionata.



La delibera dell’Ordine delle professioni infermieristiche (ex art. 4, comma 7 del d.l. 44 del 2021) produce il solo effetto di comunicare l’intervenuto accertamento dell’inadempimento all’obbligo vaccinale e delle relative conseguenze giuridiche. Ne consegue che, in quanto comunicazione, esso non produce effetti giuridici ulteriori e diversi rispetto all’atto comunicato, l’unico suscettibile di valida impugnazione in sede giurisdizionale.



Formale e sostanziale conformità tra previsione di legge e art. 5 del DM 9 agosto 2019, il quale pure prevede la possibilità di iscriversi nel suddetto elenco ad esaurimento a condizione che gli interessati abbiano maturato almeno 36 mesi di lavoro nell’attività di massofisioterapista con la conseguenza che il decreto ministeriale, sotto tale profilo, deve considerarsi meramente applicativo di una disposizione normativa di rango legislativo.



I massofisioterapisti non possono considerarsi professione sanitaria e la posizione dei ricorrenti non rientra nel campo di applicazione dell'articolo 1, commi 537 e 538 della legge n. 145/2018. […] le norme consentono soltanto a coloro che svolgono o abbiano già svolto attività riconducibili ad una figura sanitaria, ovverosia lavoratori autonomi o dipendenti, per almeno 36 mesi negli ultimi dieci anni, la possibilità di continuare a svolgerle, a condizione che si iscrivano negli elenchi speciali ad esaurimento.



La nota analizza una recente pronuncia della Corte di Cassazione che ha ribadito e sviluppato ulteriormente i principi fondanti il rapporto di lavoro dei medici docenti universitari, soffermandosi in particolare su tre aspetti: 1) l’autonomia fra il rapporto di impiego con l’università e il rapporto di servizio con l'azienda ospedaliero-universitaria; 2) la natura del potere di sospensione dei dipendenti conferito dalla legge al direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria; 3) i rapporti fra procedimento penale e sospensione cautelare dal servizio del medico per ragioni disciplinari.



La nota analizza una recente pronuncia del Consiglio di Stato che fissa importanti principi con riguardo all’ampiezza e al contenuto dell’obbligo di motivazione dei provvedimenti regionali di nomina del direttore generale delle aziende ospedaliere, soffermandosi sulle peculiarità della relativa procedura e sul rapporto con le disposizioni della legge generale sul procedimento amministrativo in tema di motivazione per relationem.



La nota analizza una recente pronuncia della Corte costituzionale che, ponendosi nella prospettiva del riparto costituzionale di competenze fra Stato e regioni, offre importanti puntualizzazioni in tema di regole sull’accesso all’impiego regionale, procedure di reclutamento del personale sanitario e regolazione giuridico-economica del rapporto intercorrenti fra quest’ultimo, da una parte, e gli enti e le aziende del Servizio Sanitario, dall’altra.



Ai direttori generali (e anche ai direttori sanitari e ai direttori amministrativi) degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale si applica la normativa in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi (oltre che quella sulla inconferibilità degli incarichi stessi) – con le relative sanzioni – dettata dall’art. 53 del d.lgs. n. 165 del 2001 (nonché, ratione temporis, dalla disciplina specifica per i titolari di incarichi dirigenziali di cui al d.lgs. n. 39 del 2013).



Il medico di medicina generale (e le altre figure mediche operanti sul territorio), in scienza e coscienza ordinariamente valutano e, se necessario, effettuano l’accesso domiciliare anche per i malati covid, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, fruendo, ove necessario o opportuno, anche in considerazione dell’eventuale insufficienza o inidoneità dei dispositivi di protezione disponibili, del supporto dei medici e del personale dell’USCAR.



La nomina del Direttore generale è atto di alta amministrazione, frutto di sostanziale intuitus personae, per quanto all’esito di rigorosa procedura idoneativa, ed è soggetta alla cognizione del giudice amministrativo quale manifestazione di potere discrezionale in ordine alla scelta dell’organo di vertice dell’amministrazione sanitaria da parte del Presidente della Giunta Regionale.



La Corte costituzionale puntualizza i criteri di riparto delle competenze legislative in materia di tutela della salute fra i livelli territoriali di governo, con particolare riferimento alla disciplina di reclutamento del personale dipendente delle aziende sanitarie ed ospedaliere, riaffermando i limiti che le regioni non possono valicare pena lo sconfinamento nella sfera di attribuzioni statali.



Il presente contributo tratta la disciplina della dirigenza sanitaria, curandone gli aspetti sostanziali e procedimentali alla luce del D.lgs. n. 171/2016, come modificato dal D.lgs. n. 126/2017.



Gli interessi sanitari sono garantiti attraverso standard quantitativi e qualitativi. La tipologia di rapporto di lavoro è invece prevalentemente legata al diverso tema della salvaguardia della stabilità occupazionale nel settore sanitario privato.



La sostituzione nell’incarico di dirigente medico del SSN non si configura come svolgimento di mansioni superiori e quindi al sostituto non spetta il trattamento accessorio del sostituito.



Il presente contributo punta a stimolare una riflessione sulle correlazioni tra concreti assetti organizzativi e funzionali e quadro dei controlli e delle responsabilità, in particolare contabili, sotto la legge Gelli-Bianco.



La Legge Gelli-Bianco si pone come obiettivo il miglioramento della qualità delle cure, incrementandone la sicurezza e concorrendo alla serenità dei professionisti che le somministrano di affidarsi alla propria autonomia professionale.



Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la mancata inclusione nell’elenco presso il Ministero della salute degli idonei alla nomina di Direttore generale.



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in data 28/03/2019 al n. 40/2019

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