IUS ET SALUS - Periodico online di diritto sanitario e farmaceutico

Chiara Barbera

L’addebito che avrebbe dovuto costituire oggetto di accertamento sul piano della negligenza o dell'imperizia era se nell'impossibilità di lettura della TAC fosse licenziabile un referto attestante l'assenza di segni di una emorragia cerebrale, senza rappresentare la necessità di un approfondimento diagnostico.



L'obbligo di diligenza che grava su ciascun componente dell'equipe medica concerne non solo le specifiche mansioni a lui affidate ma anche il controllo sull'operato e sugli errori altrui che siano evidenti e non settoriali, in quanto tali rilevabili con l'ausilio delle comuni conoscenze del professionista medio. Il medico componente della equipe, che non condivide le scelte adottate nel corso dell'intervento operatorio, ha l'obbligo, per esimersi da responsabilità, di manifestare espressamente il proprio dissenso.



In tema di motivazione della sentenza, il giudice di appello che riformi totalmente la decisione di primo grado, sostituendo alla pronuncia di assoluzione quella di condanna dell'imputato, ha l'obbligo di delineare le linee portanti del proprio, alternativo, ragionamento probatorio e di confutare specificamente i più rilevanti argomenti della motivazione della prima sentenza, dimostrandone in modo rigoroso l'incompletezza o l'incoerenza.



In relazione alle apparecchiature ed all'energia per l'uso indebito di sala operatoria, […] costituisce ius receptum il principio secondo il quale non integra il reato di peculato l'utilizzazione di beni appartenenti alla pubblica amministrazione quando la condotta non abbia leso la funzionalità dell'ufficio e non abbia causato un danno patrimoniale apprezzabile.



Risponde di omicidio colposo per imperizia nell'accertamento della malattia e per negligenza nella omissione delle indagini necessarie il medico che, in presenza di una sintomatologia idonea a porre una diagnosi differenziale, rimanga fermo alla diagnosi inziale, nonostante la sussistenza di indicatori tali da inficiare tale diagnosi, e non svolga i necessari accertamenti. Si tratta di assunto valido in linea generale e tanto più con riferimento alla attività sanitaria propria del medico di Pronto Soccorso.



La limitazione della responsabilità del medico in caso di colpa lieve, prevista dalla L. 8 novembre 2012, n. 189, art. 3, comma 1, opera, in caso di condotta professionale conforme alle linee guida ed alle buone pratiche, anche nella ipotesi di errori connotati da profili di colpa generica diversi dall'imperizia […] Tuttavia, è sempre necessario […] che siano state rispettate le linee guida o le regole di comportamento accreditate nella comunità scientifica.



Il medico strutturato deve personalmente verificare la regolarità e la correttezza delle annotazioni al fine di stabilirne la conformità col proprio operato e con le direttive impartite. Solo ad esito di una simile verifica l’atto può essere ritenuto completo dal punto di vista del suo rilievo pubblicistico e solo a partire da tale fase ogni successiva alterazione può integrare, sussistendone gli ulteriori requisiti normativi, la fattispecie di falso materiale di cui al co. 2 dell’art. 476, c.p.



Non si configura la responsabilità penale per il reato di omicidio colposo del medico anestetista che nell’intubare il paziente si sia attenuto alle linee-guida ed abbia congruamente valutato il rischio anestesiologico. Allo stesso modo non risponde di omicidio colposo il chirurgo che, prospettando la più negativa delle ipotesi, in caso di mancata conoscenza della natura della neo-formazione, sottoponga la paziente a quadrantectomia.



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